Valutazione osteopatica

  1. la valutazione deve fornire tutte le informazioni necessarie in merito ai disturbi funzionali attinenti al motivo del consulto.
    Comprende anche l’uso non invasivo di strumenti come la pedana baropodometrica, stabilometrica;
  2. l’osservazione della statica, della dinamica e della postura;
  3. la palpazione, l’esame che permette di scoprire le disfunzioni legate alla mobilità articolare.

Modalità d’intervento osteopatico

L’Osteopatia non è invasiva, non sia avvale dell’ausilio farmacologico, gli unici strumenti utilizzati dall’Osteopata sono le mani con le quali normalizza la disfunzione somatica.
Il termine “lesione osteopatica” ha fatto quindi posto a quello di “disfunzione somatica” di concezione più neurofisiologia, includendo la nozione di dolori differiti, turbe metameriche, facilitazioni segmentarie.

L’Osteopata, quindi, utilizzando tecniche che vedono nelle mani il mezzo principale per riequilibrare la struttura nel suo complesso, si avvale di tecniche pressorie, di leva, fasciali, cranio-scrali, riprogrammazione posturale, stimolazioni propiocettive, dirette al raggiungimento di una corretta funzionalità integrata dell’individuo, escludendo il ricorso a qualsiasi prodotto farmaceutico o strumento chirurgico.

L’Osteopatia è un’arte autonoma, per metodologia, approccio analitico e funzionale non riconducibile alle metodiche della medicina allopatica, in quanto considera l’insorgenza eziologica , non sintomatica, per scoprire la “causa primaria” in un ambito esclusivamente funzionale.